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COMO - Campagna shock contro le stragi del sabato sera: auto incidentate nelle piazze accanto ai gazebo informativi e controlli serrati sulle strade. La parola d'ordine 2010 è “tolleranza zero”. Oggi, in prefettura, dopo la riunione del comitato di Sicurezza stradale, è stata presentata la nuova edizione di “Non ti bere la patente”, la campagna contro l'abuso di sostanze alcoliche e l'assunzione di sostanze stupefacenti dedicata in particolare ai giovani, con l'obiettivo di prevenire il fenomeno degli incidenti dovuti, appunto, all'alcol e alla droga.
Questo uno degli articoli letti durante l'attività di rassegna stampa sulle tematiche legate all'uso di alcool. Lorenzo e Domenico commentano che questo tipo di campagna pubblicitaria non impressiona abbastanza e non disincentiva il metttersi in macchina dopo aver bevuto....la gente passa vede le macchina accartocciata, ma poi non riflette e si dimentica" Emerge anche il fatto che la probabilità di fare incidenti a causa dello stato di ebbrezza non è presa in considerazione spesso quando si ha bevuto, ..."si pensa sempre a me non capita"... Ci siamo chiesti allora che tipo di campagna pubblicitaria può essere più efficace?
Per rispondere a questa domanda abbiamo passato in rassegna diversi modi di fare pubblicità sul tema "alcool e guida" (dalla cartellonistica stradale ai video ) ed ecco qui di seguito quello che ci ha più colpito...E' un video che non ha bisogno di molte descrizioni...guardatelo!
Ecco qui alcuni dei nostri commenti:
Luca: Il video è stato molto penetrante e commuovente; se considero lo scopo che si prefigge è nello stesso tempo molto bello.
Domenico: quello che più mi è piaciuto è stata la dolcezza che ho avvertito nella madre nel dire al figlio di non bere.
Gabriele: riferito alla discoteca si tratta di situazioni gia vissute per fortuna non di così gravi ,uscite di strada ubriaco molte anche se per fortuna sempre da solo .riguardo le parole del ragazzo morente era cosciente che qualcuno che aveva bevuto lo aveva ucciso estava dando l'addio al mondo ed ai suoi affetti .
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Operai, alcol vietato in pausa pranzo |
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16/02/2010 07:54
TRENTO - Gli operai sono avvisati: chi sarà beccato in pausa pranzo a tu per tu con una bionda rischierà grosso. Non dovrà tanto temere le ire della moglie gelosa, bensì i rimproveri dei responsabili del personale delle loro aziende. L'assunzione di bevande alcoliche in pausa pranzo infatti è vista sempre peggio dalle aziende. Tanto che alcune di esse nelle scorse settimane hanno spedito raccomandate all'indirizzo di diversi ristoratori per invitarli a non dare vino, birra e grappa agli operai. Alla «Smorza» di Romagnano, per esempio, è appeso un cartello nei pressi del registratore di cassa in cui è specificato che, ai sensi dell'articolo 15 della legge nazionale del 30 marzo 2001 e del successivo regolamento risalente al 2006, una serie di imprese (tutte del settore edilizia) invita oste e camerieri a servire ai loro dipendenti soltanto bevande non alcoliche. Le aziende sono una decina: Adige Bitumi, Costruzioni Altogarda, Edilux, Effeffe restauri, Impresa Azzolini, Ires, Rigotti pitture, Tasin Tecnostrade, Technobeton, Tre H. «Nelle convenzioni che stipuliamo con le imprese - spiega Nicoletta Caldonazzi, figlia del titolare del ristorante - una volta era specificato che gli operai avevano diritto a primo, secondo, contorno, caffé, un quarto di vino e mezzo litro di acqua minerale. Ora molte imprese hanno chiesto di modificare l'accordo e di inserire bevande non alcoliche». Un'iniziativa che ha un intento evidente, quello di evitare l'abuso di bevande che potrebbero compromettere l'efficienza sul lavoro da parte di chi magari manovra macchinari pericolosi come gru, muletti, betoniere.
Il gruppo Rassegna Stampa si racconta:
Francesco: l’alcol mi dava l’impressione di avere più coraggio, sicurezza e forza fisica quando dovevo salire sui ponteggi…
Luca: qualche volta mi è capitato di arrivare a lavoro dopo aver bevuto e mi è sempre andata bene, ero anche più veloce! Ma ho rischiato più volte la vita soprattutto quando salivo sulle piattaforme aeree per tagliare gli alberi e maneggiavo seghe elettriche….
Alessandro: quando facevo il pizzaiolo mi è capitato di svenire davanti al forno per l’alta temperatura, dopo aver bevuto parecchio….Ho cambiato e lasciato molti lavori a causa dell’alcol…
Domenico: quando il lavoro mi piaceva stavo attento a non bere e a non commettere errori. Una volta mi è capitato di addormentarmi con il saldatore in mano e di aver fatto un buco che mi è costato parecchio tempo per ripararlo…
Lorenzo: a volte l’alcol mi aiutava ad essere più disinvolto e loquace quando facevo il venditore in un prestigioso negozio di abbigliamento! Ma quando facevo il parcheggiatore feci un disastro causando molti danni a più macchine… il tutto ripagato di tasca mia!!!
Francesco: quando la domenica esageravo…il lunedì avevo mal di testa e bruciore di stomaco e non ce la facevo ad andare al lavoro…
APRILE...MESE DELLA PREVENZIONE ALCOLOGICA |
Durante il mese di aprile si prevede a livello nazionale l’organizzazione di eventi e spazi informativi rivolti alla popolazione generale e momenti di confronto e scambio tra esperti per porre attenzione al consumo di bevande alcoliche anche come fattore di rischio per la salute
RIFLESSIONI SUI PROBLEMI ALCOLCORRELATI , L’ECOLOGIA SOCIALE, MULTIDIMENSIONALITA' SOFFERENZA DELLA FAMIGLIA
Sintesi dell'articolo:
La cultura sanitaria e generale del bere è generatrice di problemi famigliari, sociali ed economici. Dai più è difesa ed è considerata come “norma”, una sorta di ‘sacralità’ e di rispettosa osservanza popolare perché millenaria. Si vuole disquisire quanto non sia poi tanto difficile comprendere che i valori della vita, dell’umanità, della salute coincidano con l’ecologia ambientale e sociale. Un tentativo di comunicare attraverso alcune proposte ed alcune riflessioni che a parere dell’autore sono il fulcro per una migliore società, per una qualità di vita che risponde più frequentemente ai desideri di pace, di giustizia sociale e di benessere dell’umanità. A ventidue anni dalla nascita dei programmi per i problemi alcoolcorrelati (1979) a Trieste, si può affermare che il sistema ecologico sociale ideato dal Prof. Vladimir Hudolin è una delle risposte più diffuse per il trattamento degli alcolisti. Oggi in Italia esistono 2246 Club e circa 25000 famiglie, il trattamento delle famiglie con problemi alcoolcorrelati e complessi ( p.a.c.c.) dà risultati positivi che si attestano intorno al 60-70% (il cambiamento del comportamento e dello stile di vita delle famiglie conduce verso l’autonomia decisionale, l’autoprotezione, l’autoregolazione, la solidarietà, la pace, la giustizia sociale e la spiritualità antropologica).
DOMENICO: secondo me possono esistere tanti tipi di aiuto come naturalmente i club fondati da Hudolin, ma se non è la persona col problema dell'alcool o droga a mettersi in gioco non esiste nulla che puo salvarlo quindi ci vuole la vera convinzione. Ne sono convinto per esperienza personale..
Il gruppo “Rassegna Stampa”del centro Akeropita, ha concordato dopo aver confrontato diverse proposte grafiche, di far “galleggiare” nel nostro sito questa locandina realizzata da Domenico, Luca, Alessandro, Lorenzo, Francesco.

Il messaggio che volevamo dare con questa immagine e questo slogan è: nuotare per non stare fermi a galleggiare dove si è, ma approdare a nuovi lidi lontani dall'uso dell'alcol. Bisogna imparare a chiedere aiuto.
TREVISO, FETO NELLO SPRITZ: SPOT CHOC ANTI-ALCOL -FOTO
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Un feto immerso in uno 'spritz', l'aperitivo più in voga fra i giovani: è l'immagine-choc scelta dall'Asl di Treviso per lanciare una campagna di sensibilizzazione delle donne in gravidanza sui danni dell'alcol per il nascituro. La campagna si intitola «Mamma beve, bimbo beve» ed è stata presentata oggi dai vertici della Asl di Treviso e dall'associazione degli esercenti di locali pubblici aderente a Confcommercio. Fra gli strumenti di comunicazione scelti, anche una serie di adesivi da attaccare agli specchi delle toilette riservate alle signore di bar, ristoranti e discoteche. In Europa - dicono le ricerche - circa un bambino su 100 nasce con problemi legati all'uso di alcol della madre, sia in gestazione che durante l'allattamento ma in Italia il 65% delle donne in gravidanza non cambia le proprie abitudini con le bevande alcoliche. Il Veneto, con il 66,5% delle donne (dagli 11 anni in su) che consuma alcol ogni giorno, è al secondo posto fra le regioni italiane. Secondo gli studi, l'alcol induce nelle donne una serie di conseguenze, tra cui l'aumento dei casi di infertilità, aborti spontanei e parti prematuri, mentre il nuovo nato può presentare deficit cognitivi e di sviluppo, iperattività, problemi di attenzione e di linguaggio, malformazioni e ritardi nella crescita. Non essendo ancora stata individuata una quantità di alcol 'sicurà anche per le gestanti, l'unico modo per evitare conseguenze negative - suggeriscono i sanitari - è l'astensione totale.
Commenti: è stato detto che l'immagine è molto forte, scioccante. A parte il fatto che non mi sembra così scioccante come ci dicono, è logico che le donne in gravidanza non devono assolutamente bere perchè, come si sa, tutto quello che ingerisce la mamma, si trasmette al bambino. Secondo noi è più scandaloso vedere una gestante che beve, piuttosto che la foto in questione. Lorenzo e Luca
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